Monselice terra di fede

Percorso:
Il percorso parte da Via 28 Aprile 1945 e si snoda seguendo Via del Santuario, Largo Paltanieri, Via Sette Chiese, Vicolo Scalone, Via San Martino, Via San Tommaso, Via Trento Trieste, Via San Giacomo, Via Tassello, Via Matteo Carboni, Via del Pellegrino, Via Tortorini, Piazza San Marco, Via Cadorna. Un itinerario tra i luoghi più significativi della diffusione del Cristianesimo a Monselice.

CHIESA DI SAN PAOLO:
Uno dei più antichi edifici sacri della Città. Il nucleo originario fu  costruito nel VII secolo sui resti di un precedente edificio. Oggi si presenta nelle forme architettoniche che assunse dopo i lavori di restauro del ‘700.  Dopo il 1255 venne rinnovata per richiesta dell’arciprete Simone Paltanieri, che fece costruire   chiesa a navata unica con cripta; all’interno della cripta le volte a crociera furono affrescate con raffigurazioni di S. Francesco, S. Saverio e S. Paolo. L’affresco raffigurante San Francesco è ancora oggi collocato nella cripta. Davanti all’edificio nei primi anni del 2000 è stata inaugurata la fontana realizzata dall’architetto ticinese Mario Botta.

ANTICA PIEVE DI SANTA GIUSTINA (DUOMO VECCHIO):
Costruita per volere del Cardinale Simone Paltanieri nel 1256 sui resti di un’antica chiesa denominata San Martino Nuovo, che risulterebbe inglobata in corrispondenza dell’attuale abside, l’antica chiesa pievana intitolata alla martire padovana Giustina (304 d. C.) si presenta ad impianto tardo romanico con elementi decorativi gotici in trachite ed in cotto. Il campanile romanico-lombardo è del 1200. La facciata in trachite è divisa da cinque paraste di mattoni, con rosone ed ornata da due bifore. Le finestre sono a strombo, gli archi a tutto sesto. Il portale è preceduto da un elegante protiro di stile gotico (l’affresco della lunetta posto sopra il portale è di Antonio Soranzo, 1931).
Grazie ai restauri del 1927- 1931 sono state eliminate tutte le superfetazioni barocche.
Lo stile si ispira agli ideali di povertà ed austerità ben espressi ad esempio nelle chiese dei Servi e degli Eremitani a Padova. L’interno è ad unica larga navata, ha un’abside quadrangolare con volta a crociera e due cappelle laterali.
Vi si trovano inoltre pregevoli opere d’arte, tra cui il Polittico di Santa Giustina della metà del XV secolo e la tavola con la Madonna dell’Umiltà attribuita ad Antonio da Verona (1421), il cui originale è custodito nel tesoro del Duomo.
All’interno sono state collocate numerose tele provenienti dalle chiese e conventi soppressi della Città di Monselice. Si segnale una statua in pietra di Santa Giustina attribuita a Silvio Cosini (1535 ca.), un cippo funerario del I secolo d.C. e quattro formelle a bassorilievo attribuite a Pietro Baratta (1696-1778).

SANTUARIO GIUBILARE SETTE CHIESE:
Un arco introduce al Santuario delle Sette Chiese , un percorso sacro composto da sei cappelle costruite tra il 1605 e il 1615 intitolate alle maggiori Basiliche Romane. Progettate dallo Scamozzi (1552-1616), l’interno di ogni cappella ospita una piccola stanza che si affaccia sulla via sopraelevata con gradoni. Unici elementi decorativi sono cornici e architravi in trachite,  all’interno ogni cappella ospita una tela di Jacopo Palma il Giovane. Il percorso si conclude all’Oratorio di San Giorgio, in passato cappella privata della famiglia Duodo.

ORATORIO DI SAN GIORGIO:
Punto focale della devozione religiosa popolare a Monselice, e punto d’arrivo del percorso del Santuario delle Sette Chiese progettato dallo Scamozzi, l’Oratorio fu ridisegnato a pianta circolare nel 1651. Alla fine del Settecento per festeggiare la solenne traslazione di numerose reliquie e di tre martiri, donati dal Papa ad Alvise Duodo, fu eretto l’Arco di ingresso alle sei cappelle e anche la chiesa venne arricchita di un campanile, un orologio, un pavimento in marmo, pitture e altare.

CHIESA DI SAN GIACOMO:
Sorta da un ospedale per pellegrini fondato nel 1162, sul quale i benedettini costruirono il convento e la chiesa, quest’ultima ricostruita poi nel 1332. Nel 1420 tutto passò ai canonici di San Giorgio in Alga, che restaurarono in maniera radicale il complesso. All’interno si trovano due enormi teleri di Michele Desubleo del XVII secolo, rappresentanti la Chiamata di San Giacomo Apostolo e la Trasfigurazione, inoltre si possono vedere San Giacomo di Dario Varotari, Crocefisso con Maria e santi di Jacopo Palma il Giovane e la Sacra Famiglia di Maganza. Molto importante è la raccolta di libri liturgici miniati dei secoli XVII – XVIII.

CHIESA DI SANTO STEFANO:
La chiesa di Santo Stefano rappresenta uno dei più antichi edifici sacri ancora esistenti, anche se ormai chiusa da decenni. La navata centrale due-trecentesca presenta un prospetto a capanna e termina con tre cappelle absidate. Nel Quattrocento venne costruito il campanile posto tra il blocco del convento e la chiesa. L’aggiunta delle due navate laterali risale alla metà del Settecento.

DUOMO NUOVO SAN GIUSEPPE LAVORATORE:
Chiesa inaugurata nel 1957, opera dell’architetto Bonato. Al suo interno sono conservati moltissimi arredi provenienti da chiese e monasteri soppressi di Monselice. Le opere più importanti sono una scultura di legno del XV secolo di San Savino, una scultura in pietra della Madonna del pomo, un Crocefisso ligneo di G. Marchiori (1696 – 1778), due dipinti di Litterini (1669 – 1748) raffiguranti la Morte di san Giuseppe e il compianto di Cristo, Estasi di Santa Teresa di Mengardi (1738 – 1796), San Francesco Saverio in adorazione della Madonna di Ludovico da Vernansaal (1689 – 1749), nella cripta si trovano due altari seicenteschi provenienti dalla chiesa di Santo Stefano, le sculture in marmo di san Prosdocimo della Bottega di Morlaiter e una santa di Antonio Bonazza, oltre a numerose altre pale d’altare.