I Carraresi: un'altra storia, di Antonio Rigon

 

Sabato 5 maggio 2018 -ore 17
Monselice, Sala della Buonamorte del Museo San Paolo 

Il prof. Antonio Rigon converserà sul tema: I Carraresi : un’altra storia, con spunti tratti dall’ultimo suo libro Gente d’arme e uomini di Chiesa. I Carraresi tra Stato Pontificio e Regno di Napoli (XIV-XV sec.) (Roma, Istituto Storico Italiano per il Medioevo, 2017). Coordina Riccardo Ghidotti.

Per mandato del Consiglio dei Dieci il 17 gennaio 1406 Francesco Novello da Carrara, ultimo signore di Padova, e i figli Francesco III e Giacomo, prigionieri a Venezia, furono strangolati in carcere. La loro morte tragica e la fine della signoria carrarese in Padova segnarono una svolta nella politica veneziana, che da allora si indirizzò verso la conquista dell’entroterra veneto e la costituzione di uno Stato di Terraferma, aprendo nuove prospettive alla storia d’Italia. É una vicenda conosciuta e più volte studiata. Vi è però un’altra storia, assai meno nota e mai studiata, quella cioè dei Carraresi, che non avendo titoli per la successione nella signoria, prima e dopo la sua caduta cercarono fortuna altrove e, a servizio della Chiesa e nel mestiere delle armi, trovarono il loro campo di affermazione lontano da Padova e dal Veneto, mantenendo però sempre alto il loro rapporto di fedeltà al casato di origine. Il volume di Antonio Rigon, un appassionante libro di storia che si legge come un romanzo, ricostruisce le biografie di Conte  e di Stefano da Carrara: il primo, figlio illegittimo di Francesco il Vecchio, destinato dal padre alla carriera ecclesiastica,  preferì  la carriera delle armi, diventando condottiero di eserciti mercenari, vicario pontificio, signore di Ascoli Piceno, viceré degli Abruzzi, il secondo, figlio, egli pure illegittimo, di Francesco Novello, dapprima canonico e poi vescovo di Padova, dopo la conquista veneziana della città fu trasferito a Nicosia, quindi a Teramo e in seguito a Tricarico e a Rossano Calabro. Nel secondo e terzo decennio del Quattrocento tra

Marche e Abruzzo si costituì un ampio dominio carrarese, del quale si rinvengono ancora oggi le tracce, (castelli, opere d’arte, stemmi, monete). La signoria carrarese e i suoi rapporti di rivalità e/o amicizia con le altre signorie italiche, la vita di corte, la guerra mercenaria e i condottieri, la sorte dei figli illegittimi, la Chiesa nell’età dello scisma; sono questi alcuni dei temi che si delineano seguendo le vicende dei protagonisti del libro. In un voluto intreccio fra quadri generali ed eventi, tra storia politico-diplomatica e storia sociale e della cultura nell’età dell’umanesimo emergono, come in un grande affresco, gli aspetti essenziali di un’intera epoca della storia veneta ed italiana, destinati a perpetuarsi oltre il medioevo.